Roero Days 2017 e i vini fini ed eleganti

Roero Days 2017_Posate-Spaiate

Il Roero è un territorio che si trova incastonato tra le Langhe e il Monferrato, con cui condivide oltre alla vicinanza geografica anche il prestigioso riconoscimento di Patrimonio Universale dell’Umanità dall’Unesco.

Il Roero e i suoi vini fini ed eleganti

Il Roero ha quindi un meraviglioso paesaggio in comune con le vicine Langhe, ma un suolo con caratteristiche diverse e uniche dove si producono vini con un carattere e stile proprio.

Fabio Gallo, sommelier professionista, li ha definiti fini ed eleganti: ma in un neanche troppo lontano passato c’è stata la tendenza a volerli paragonare ai vicini barolo e barbaresco, provando ad imitarli, forzano la loro natura.

Finché alcuni piccoli produttori sono ripartiti da zero, hanno cominciato a leggere il territorio e ad assecondarlo, ascoltando il terreno per capire ciò che aveva da dire in tutte le sue sfaccettature.

Un terreno dove si alternano prevalenza di argilla o sabbia che di conseguenza regaleranno vini più o meno saturi di colore, ma accomunati al naso da sentori di frutta rossa, ciliegia croccante oppure confettura per le annate più vecchie. Alla bocca si presentano succosi, freschi e con un tannino presente ma smussato. Poche asperità e grande equilibrio.

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Il percorso di degustazione: Roero 15 anni

Durante il laboratorio di degustazione ci hanno accompagnato in un percorso tra i rossi partendo dal 2011 per arrivare al 1997.

Un viaggio che ci ha raccontato come i vini del Roero siano vocati all’invecchiamento e che dopo anche 15 anni in bottiglia abbiano ancora potenzialità non espresse. Ma anche che ci sono etichette che riescono ad essere pronte in fretta e commercializzate anche dopo soli 4 anni in bottiglia, grazie principalmente alle annate calde come è stato il 2011.

Ecco le cantine e i vini degustati:

  • Casetta F.lli – Roero Superiore 1997
  • Malabaila – Roero Castelletto 1998
  • Cascina Ca’ Rossa – Roero Audinaggio 2004
  • Porello – Roero Torretta 2008
  • Costa Stefanino – Roero Gepin 2010
  • Matteo Correggia – Roero Ròche d’Ampsèj 2011

Vini perfetti per essere abbinati e per accompagnare piatti raffinati, ma anche piatti ricchi della tradizione casalinga. Oppure piatti semplici e leggeri nel caso dei bianchi.

Vini che non stancano, di cui si ha voglia di bere un altro bicchiere.

Gli assaggi di Davide Palluda

Davide Palluda ha preparato tre meravigliosi assaggi serviti dopo ogni laboratorio di degustazione: i peperoni in agrodolce serviti in una piccola “burnia” (in piemontese, barattolo), il vitello cotto a bassa temperatura con verdure croccanti e polvere di acciuga e per concludere il cremoso al latte con gelato e fragole caramellate.

In accompagnamento: Roero Arneis Monic, Azienda Tibaldi e Roero Riserva Bric Paradiso 2011, Tenuta Carretta.

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I banchi di degustazione

Ai banchi di degustazione emerge il rapporto di intesa con il vino che si crea quando siamo intenti a capirlo e ascoltarlo. Concedendosi quegli attimi di silenzio in cui si accosta il naso al bicchiere e si socchiudono gli occhi per immaginare prima di sentire.

Mi piace cogliere quei momenti, rubarli senza chiedere il permesso per non rovinare la magia.

Insieme ai vini c’erano anche formaggi e salumi DOP del Piemonte: la toma, il castelmagno, il bra, la robiola di Roccaverano e tanti altri meraviglie ognuna protetta e prodotta in una zona specifica della nostra regione.


Note e Suggerimenti

L’evento è stato organizzato dal Consorzio di Tutela del Roero presso la sede prestigiosa del Museo dei Navigli.

Scoprite tutte le Dop piemontesi sul sito di Assopiemonte.

Il ristorante l’Enoteca di Davide Palluda si trova a Canale, e non sono ancora riuscita a provarlo ma lo farò presto.

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