Allattamento al seno: come è andata e perché lo rifarei

Allattamento al seno_Posate Spaiate

Non c’è niente di più esclusivo, importante e urgente del momento dell’ allattamento. Non c’è nient’altro che possa calmarla quando è ora: è fame, ed è fame di latte. Quel latte che arriva da te, magicamente nutriente e adatto a lei.

Qualche giorno fa Manuele mi ha detto: “non mi stancherò mai di vedere questa scena”. Si riferiva al momento in cui Anita si attacca al seno assumendo quell’espressione soddisfatta e serena, un po’ trafelata, con gli occhi che si socchiudono e le labbra che cingono finalmente la sua fonte di nutrimento, di calma, di piacere.

L’ allattamento è stata la cosa più immediata, naturale e semplice per noi. Alzarmi di notte per preparare il latte sarebbe stato troppo faticoso per una dormigliona come me. Inoltre considero impagabile la libertà di potermi muovere e spostare senza bisogno di portare dietro nulla se non me stessa.

Far partire l’ allattamento non è una cosa impossibile o difficile: ma ti devono spiegare come fare, richiede impegno e soprattutto bisogna volerlo. La mamma si deve fidare delle sue risorse e capacità innate, e di quelle del bambino.

L’allattamento al seno è raccomandato dal Ministero della Salute per i vantaggi oggettivi per la salute del piccolo e della mamma. Tuttavia non è l’unica strada, e non è la strada giusta in assoluto, ma è la strada giusta per te se vuoi vivere questa esperienza col tuo bambino.

Come è cominciato il nostro allattamento

La prima notte dopo il parto, ero un po’ stanchina (!). Avrei voluto seriamente farmi una bella dormita tranquilla nel mio lettino. C’era la culletta a fianco al letto. Ho pensato che la piccola avrebbe potuto passare la notte lì. Ho chiesto all’ostetrica cosa avrei dovuto fare: lei mi ha guardato, poi ha guardato Anita e mi ha detto che era la sua prima notte di vita fuori dal mio corpo e che tenerla attaccata a me la avrebbe aiutata a stare al calduccio e a trovare facilmente il seno quando avrebbe avuto fame: i neonati devono poter succhiare più colostro possibile nelle prime ore di vita. Questo serve a nutrirli, a liberare l’intestino dal meconio e, soprattutto, a stimolare la produzione di latte. Il colostro è trasparente e diventerà bianco, e quindi latte, solo in seguito.

Quella notte c’ero solo io al Centro Nascita. Ad ogni vagito ho aiutate la bimba a prendere il seno. All’inizio non era capace, aveva le labbra così piccole rispetto al capezzolo. Ma poi ha imparato ad aprire la bocca, a piegare in fuori il labbro inferiore, ad appoggiare il mento al seno tenendo il naso staccato per respirare. Il supporto dell’ostetrica è stato fondamentale per capire se la presa fosse giusta.

La tetta è diventata la migliore amica di Anita in poche ore, e appena ha preso confidenza è stata lì attaccata per quasi una notte e un giorno intero, e per questo la abbiamo soprannominata “l’ossessiva della tetta”.

Allattamento esclusivo a richiesta, perché funziona

Da quel momento in poi è bastato attaccarla ogni volta che ne ha avuto bisogno o voglia. Per bere, per mangiare, per avere una coccola dalla sua mamma. L’allattamento a richiesta funziona perché la produzione di latte viene stimolata dalla suzione del bambino, che è l’unica cosa che serve.

Non ci sono stati orari nei primi mesi, il consiglio è infatti di non imporsi schemi e fare attaccare il bambino frequentemente soprattutto all’inizio, in modo che l’allattamento parta bene. Tra una poppata e l’altra poteva passare un’ora, come due, o di notte anche tre o quattro. Dal quarto mese in poi le pause di sono allungate fino ad arrivare a pause di quattro ore: un equilibrio che non ho deciso io ma che si è determinato da solo semplicemente ascoltando i bisogni della bimba e assecondandoli.

Allattamento: come tutte le cose ci sono anche dei contro

  • è impegnativo fisicamente perché l’organismo deve produrre il latte, e psicologicamente perché la mamma si sente investita della responsabilità di far stare bene il piccolo
  • la mamma è l’unica persona che può nutrire il neonato, e nessuno la può sostituire (salvo tirare il latte, ma non l’ho provato e quindi non posso avere una opinione)
  • possono esserci episodi di mastiti, che causano febbre: si guarisce facendo succhiare più spesso il bambino, massaggiando il seno, applicando impacchi tiepidi e se il medico lo prescrive prendendo l’antibiotico, che non inibisce la possibilità di continuare ad allattare.

Dal mio punto di vista sono dei contro relativi perché con la scusa che devi allattare puoi mangiare di più, purché siano cose sane, e si spera che il papà e i nonni possano aiutare facendosi carico di alcune faccende domestiche. E’ importante farsi  aiutare e chiedere aiuto.

Mangiare durante l’allattamento

Per nove mesi la creatura si è nutrita nel tuo ventre attraverso la placenta, me la immaginavo assaporare il liquido amniotico col leggero sapore di carciofi, di castagne, di crostata, di cipolle crude, di fragole e di tutte le cose buone che ho mangiato in quei mesi, perché dicono che i sapori arrivino quasi tutti fino lì.

Appena nati i neonati si ritrovano fuori da quell’ambiente protetto e ovattato: il seno e il latte rappresentano un nuovo canale di contatto tra la mamma e il bambino.

Il regime alimentare durante l’allattamento è molto simile a quello raccomandato in gravidanza:

  • l’acqua rimane un elemento importantissimo, e bisognerebbe berne più di due litri al giorno;
  • alcuni cibi prima proibiti si possono reintrodurre, per esempio prosciutto crudo, carne cruda e formaggi erborinati, ma senza esagerare con questi ultimi perché ricchi di grassi;
  • la mamma può mangiare tutto, facendo così provare tutti i sapori al bambino: l’importante è non esagerare con le quantità e monitorare le reazioni del piccolo, sia al sapore sia ad effetti che alcuni cibi potrebbero dare (per esempio aerofagia per i legumi o le castagne).

A chi mi diceva non mangiare questo o quello ho sempre risposto che in India le donne non smettono di mangiare piccante mentre allattano e in Polonia o in Russia non rinunciano ai cavoli.


Se dovessero presentarsi delle difficoltà, prima di desistere pensando di non avere latte, cercate un consultorio, una ostetrica, una consulente per l’allattamento che possa aiutarvi. Fidatevi delle parole delle persone che hanno storie di allattamento di successo alle spalle.


Note e suggerimenti

Alcuni siti per approfondire:

La leche league, il sito del collegio delle ostetriche Torino e Asti, il sito del IBCLC (International Board Certified Lactation Consultant) e un punto di riferimento per la zona di Asti, Alba, Casale, Torino e dintorni – Nicoletta Boero nboero@libero.it

Ti consiglio di leggere anche l’articolo scritto dalla mia amica Valeria Saracco, bello e brillante: Quando sei tu a diventare nutrimento.

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