I ravioli di zucca con mostarda e amaretti

Ravioli di zucca alla mantovana

I ravioli di zucca sono un primo piatto speciale e sfizioso. Questa ricetta facile è ispirata alla tradizione mantovana: dedica un pò di tempo e metti in campo la tua voglia di pasticciare.

La zucca è uno degli ingredienti principali in autunno e in inverno, può essere utilizzata per preparare zuppe, torte salate, dessert. Si trasforma in un delizioso secondo ma è da sola che riesce a stupire regalando tutto il suo sapore.

Preparare i ravioli di zucca è facile, una di quelle operazioni da ripetere ogni anno, tutta la famiglia insieme, una ricorrenza da rispettare. Il lavoro è distribuito e la ricompensa condivisa: ogni sforzo sarà ripagato e ti innamorerai dell’alchimia sapore speciale di zucca, mostarda e amaretti.

La sfoglia è leggera perché ho sostituito metà delle uova con l’acqua, ma il colore è intenso per l’aggiunta dei pistilli di zafferano che dona l’aroma e rende i ravioli preziosi.

Segui il procedimento passo passo per fare i ravioli di zucca facili. Sotto la ricetta c’è anche una storia bella che mi è arrivata da una amica virtuale, te la regalo per gioire insieme della bellezza della semplicità e il potere della cucina.

Ingredienti per fare i ravioli di zucca alla mantovana

per 8 persone

Per il ripieno

  • 800 gr di zucca mantovana
  • da 6 a 10 amaretti
  • 120 di mostarda mantovana con lo sciroppo
  • 100 grammi di Parmigiano Reggiano
  • la buccia di un limone
  • una manciata di pangrattato (il minimo indispensabile per dare consistenza all’impasto)
  • una bella spolverata di noce moscata
  • sale e pepe

Per la pasta

  • 300 gr di semola rimacinata
  • 300 gr farina 0
  • 3 uova + 13 cucchiai di acqua tiepida
  • 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • 15 pistilli zafferano fatti riposare alcune ore in un paio di cucchiai di acqua tiepida

Per il condimento

  • burro
  • foglioline di salvia
  • parmigiano
  • noce moscata, pepe, amaretti

Prepariamo insieme i ravioli alla mantovana

Per prima cosa prepara il ripieno di zucca con mostarda e amaretti

Il giorno prima lava la zucca, privala dei semi e tagliala a spicchi di circa 3 centimetri. Mettili in forno su una teglia coperta con carta forno e fai cuocere a 160 gradi fino a quando non è ben cotta, ci vorranno circa 40 minuti, deve essere morbida al tocco della forchetta e ben asciutta.

Mentre la zucca si raffredda prepara gli altri ingredienti: trita la mostarda con un coltello e schiaccia gli amaretti in un tovagliolo usando un  batticarne.

Passa la zucca con lo schiacciapatate e mettila in una ciotola con la mostarda, gli amaretti sbriciolati, il Parmigiano Reggiano, la buccia grattugiata di un limone e mescola bene. Aggiungi una grattata abbondante di noce moscata, sale e pepe. Controlla la consistenza dell’impasto: se è troppo umido, aggiungi una manciata di pane grattugiato.

Prepariamo insieme la sfoglia perfetta e leggera con lo zafferano

Metti la farina nell’impastatrice, rompi le uova, aggiungile una ad una impastando a bassa velocità. Aggiungi l’olio e l’acqua un cucchiaio per volta, metti prima l’acqua aromatizzata col lo zafferano. Lavora finché l’impasto ha assorbito tutti i liquidi e può essere lavorato con le mani. Impasta a mano per 5 minuti almeno, forma una palla elastica, copri con una ciotola e lascia riposare a temperatura ambiente per almeno mezz’ora.

Passa la pasta più volte nella macchina della pasta, riducendo man mano lo spessore. Poi stendi la sfoglia posizionando la macchina sullo spessore 5 (il penultimo nella macchina Imperia).

Prepara i ravioli di zucca, è facile!

  • con la raviolatrice: disponi una striscia di pasta sulla raviolatrice infarinata, riempi gli spazi con un cucchiaino di ripieno per ogni raviolo. Ricopri con un’altra sfoglia, fai aderire bene la pasta al ripieno facendo uscire tutta l’aria. Chiudi i ravioli con una leggera pressione delle dita, capovolgi la raviolatrice e taglia i ravioli con la rotella.
  • a mano: stendi la sfoglia sul piano di lavoro e disponi il ripieno col cucchiaino lasciando circa due centimetri di distanza tra uno e l’altro, copri con un’altra sfoglia di pasta, fai aderire bene al ripieno facendo uscire tutta l’aria. Con la rotella ricava i ravioli.

Sposta i ravioli su vassoi cosparsi di farina di riso.

Cuoci in acqua bollente salata per 4-5 minuti, scola e condisci
con olio aromatizzato con salvia, una grattata di noce moscata e parmigiano.

Puoi congelare i ravioli direttamente sui vassoi e poi dopo qualche ora metterli nei sacchetti.

Ravioli di zucca alla mantovana

La pasta ripiena e altre storie ….

Intorno all’asse per preparare la pasta fresca ci sono ricordi e sensazioni. Ci sono mani, racconti, risate. La farina tra mani, il profumo del ripieno che ci dice in quale stagione siamo. Elena ci racconta una storia bella legata alla preparazione gli Agnulot alla piemontese.

L’arrivo del Natale era totale frenesia: gli addobbi, l’abete, il presepe, i doni da nascondere a noi piccoli, le letterine a Gesù Bambino – più mistico e meno consumistico del grande Babbo – e la dispensa che si riempiva di ogni ben di Dio in attesa dei pranzi e delle cene dell’anno.
Ricordo il profumo delle spezie aggiunte nel vino del brasato, il vapore e gli schizzi che fuoriuscivano dalle alte pentole dove mia nonna si affannava per rosolare e arrostire le diverse carni, la verdura amara, la scarola, per il ripieno degli agnulot : divideva, scarnificava, sminuzzava, mischiava a piene mani. Su tutto una nuvola di finissimo parmigiano appena grattugiato e una polvere magica e preziosa, la “Saporita”, che attendeva silenziosa nella sua piccola bustina di essere usata e solo in quella occasione.
Il mio compito era semplice, ma preciso e di responsabilità: fare piccole palline con l’impasto e porle ordinatamente alla distanza indicatami  sulla sfoglia che mani di fata avevano steso. Nè troppo vicine, né troppo lontane ovvero allo spazio giusto per far passare la rotella che ancora occhieggia nella mia disordinata dispensa.
Io mi credevo furba e ogni sei palline ne mangiavo due, svelta come i criceti che mi aveva regalato nonno Marco, appisolato nella sua poltrona, certa di non farmi scoprire dagli occhi attenti di nonna Piera…ma
improvvisamente una voce si alzava sopra il mormorio indaffarato: “Subia, cita subia!!”…Acci! Quella furba di mia nonna mi aveva scoperto: non si riesce a fischiare con la bocca piena!
(Agnulot, racconto del 2017 di Elena)

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