Il nostro svezzamento naturale: come abbiamo fatto scoprire il cibo ad Anita

Svezzamento_Posate Spaiate

In questo post vi racconterò la nostra esperienza di svezzamento. Una esperienza intensa e divertente cominciata a febbraio 2018 quando la nostra piccola aveva circa sei mesi. Ciò che abbiamo proposto ad Anita è stato cibo vero: buono, sano e di stagione – quello che sempre c’è sulla nostra tavola.

Se dovessi trovare una definizione per descrivere il metodo che abbiamo seguito lo definirei “svezzamento naturale” o svezzamento “per assaggi”. I principi di base sono quelli dell’autosvezzamento ma personalmente non mi piace usare questa parola perché può essere fraintesa lasciando pensare che il bambino possa fare tutto da solo: in parte è così perché le sue inclinazioni e grado di competenza devono essere osservati e presi in considerazione. Ma i genitori hanno un ruolo e una responsabilità importante nel proporre cibo vario, sano e adatto alle capacità dei piccoli. 


Da dove siamo partiti e perché abbiamo scelto il cibo vero.

Quando Anita aveva quattro mesi ho cominciato a cercare informazioni per capire cosa avrei dovuto fare per lo svezzamento. Il foglietto del pediatra recitava più o meno così: “preparare un brodo vegetale con carota, patata e zucchina. Stemperare farine di cereali senza glutine e mezzo vasetto di omogeneizzato di carne. Un cucchiaino d’olio e un cucchiaino di parmigiano”.
Le cose che mi lasciavano perplessa di queste istruzioni erano almeno 3: la zucchina a gennaio, le farine, l’omogeneizzato di carne tutti i giorni. Io non mangerei le farine perché non hanno sapore e neanche la carne tutti i giorni, tantomeno la zucchina che compare sulla nostra tavola solo in estate quando veniamo sommersi da quelle dell’orto.

Quello che sapevo era che non volevo far mangiare Anita in un modo diverso dal mio, ma mille dubbi e domande si affollavano nella mia testa. Che cosa può mangiare e cosa no? Ci sono alimenti davvero proibiti? Insomma non appena raggiunto un equilibrio con l’allattamento e con la nanna eccoci di nuovo con un’altra piccola sfida da affrontare.

Ho cominciato ad informarmi e grazie all’aiuto di persone preziose incontrate sul mio cammino ho capito che non c’era bisogno di agitarmi perché il cibo vero sarebbe andato benissimo e che non dovevamo avere fretta: dalla nostra parte avevamo comunque ancora il latte e due mesi interi di tempo prima del mio rientro in ufficio.

Il cibo vero è sufficiente, adatto e necessario durante lo svezzamento.

I sapori sono come le lettere dell’alfabeto

Voglio raccontarvi di quella volta in cui ho tagliato un pomodoro nel piatto, uno dei primi della stagione, succoso ma dal sapore ancora un po’ timido. L’olio extravergine vi si è posato sopra scivolando giù fino ad unirsi al sughetto rosso in fondo al piatto. Ho appoggiato la piccola mozzarella di bufala al centro, l’ho incisa con la forchetta e ho visto il suo succulento latte allargarsi e unirsi all’olio e al succo del pomodoro. L’origano sbriciolato ha cominciato a rilasciare il suo inconfondibile profumo.

Ho schiacciato un piccolo pezzo di mozzarella, che si è intrisa nel sughetto che stava in fondo al piatto, l’ho avvicinata ad Anita, lei ha socchiuso le labbra, assaggiato e mi ha guardato facendomi capire che le stava piacendo. Ho riprovato, l’interesse verso quel bocconcino profumato era evidente, negli occhi e sulle labbra c’era un sorriso. Gli assaggi di mozzarella e pomodoro sono stati 3 o 4, piccolini senza esagerare.

I sapori sono come le lettere, i bambini possono collezionarli per poi imparare piano piano a leggere e comporre i gusti, ad apprezzare e scegliere il cibo.

Il palato e la testa di ogni bambino sono vergini, conoscono un unico sapore, quello del latte, che è uno e insieme mille altri. In testa forse hanno il ricordo del liquido amniotico con tutte le sfumature di quello che abbiamo mangiato in gravidanza. Il mio ruolo di mamma innamorata del cibo è stato quello di farlo scoprire alla mia bimba, sapore dopo sapore, lettera dopo lettera:

Anita ha scoperto la magia del pomodoro e mozzarella verso i sette mesi, un giorno di primavera in cui curiosa guardava il mio piatto con interesse.

Quando cominciare a proporre il cibo solido

I bambini hanno la capacità di digerire qualsiasi cibo dall’età di 4 mesi, ma solo dai 6 mesi in poi sono in grado di tenere eretta la testa e il tronco e di coordinare i movimenti per portare il cibo alla bocca con la mano.

Ogni bambino ha però i suoi tempi: bisogna osservarlo per capire che abbia maturato le competenze e intercettare il suo interesse verso il cibo che gli proponiamo o che noi stiamo consumando. La cosa buona è che il cibo solido può essere introdotto in modo graduale, continuando ad allattare.

Come fare ad organizzarsi per uno svezzamento senza stress

Con calma e un poco per volta: con piccoli assaggi. Dal quinto mese e mezzo a merenda abbiamo cominciato a far assaggiare la frutta. A sei mesi, con due dentini attivi, abbiamo aggiunto le verdure: al vapore o cotte in padella, morbide e schiacciate grossolanamente, prima così al naturale e poi con l’olio buono della nostra Puglia e poco parmigiano.

Così, giorno dopo giorno, un assaggio per volta con la quantità che Anita desiderava, aggiungendo sempre qualcosa di nuovo e cambiando spesso i sapori e le consistenze, senza ansia che non mangiasse e non crescesse: il latte poteva ancora integrare quando necessario.

Per far scoprire il cibo ai bambini non c’è bisogno di dare loro surrogati del cibo, omogeneizzati dal gusto piatto o farine industriali: la nostra cucina e le nostre tradizioni italiane sono piene di alimenti e preparazioni che sono perfette per i bambini piccoli, perché hanno naturalmente la giusta consistenza e le sostanze adatte per nutrire il nostro cucciolo. Gli alimenti, ben cotti, leggermente frullati o schiacciati con la forchetta abitueranno man mano i piccoli a sentire le consistenze diverse dal latte: ogni bambino ha i suoi gusti, provate e rendete il cibo più cremoso o a pezzi a seconda di come reagisce. La cosa importante, soprattutto all’inizio, è che sia tutto molto morbido. Vedrai che piano piano il tuo bambino comincerà a schiacciare con le gengive e, anche senza denti, avrà la forza di triturare il cibo per deglutirlo.

Nel prossimo post vi racconterò un po’ più nel dettaglio quali cibi possono essere proposti. E anche qualche idea su come prepararli.

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Note e ringraziamenti

In questo post e nei successivi ho utilizzato e utilizzerò la parola svezzamento perché è quella che comunemente si utilizza per questa fase ed è anche la più cercata sul web. Ma il termine corretto sarebbe alimentazione complementare a richiesta. Il latte infatti non è un vizio e l’obiettivo non è eliminarlo dalla dieta del bambino ma introdurre gli altri cibi con calma.

Questo articolo racconta come è cominciato il nostro percorso di alimentazione complementare ed è stato scritto con il supporto di professionisti. In particolare ringrazio la dietista Ilaria Costabello, l’ostetrica Chiara Cattaneo e la consulente per l’allattamento Nicoletta Boero. Grazie agli incontri e alle chiacchiere scambiate con loro mi sono sentita sicura in questa fase delicata della crescita della mia bimba.

In caso di particolari patologie o situazioni famigliari di allergie o intolleranze è sempre consigliabile confrontarsi con il proprio medico.


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Grazie di cuore,
Laura

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